09 Luglio 2011

Tutto proviene da Dio

Tu sai come è stata creata la terra, e i cieli, e le acque, e i pesci, e le montagne? La Bibbia ci parla di come Dio abbia creato l’uomo e tutte le cose. Gli studi scientifici a volte, anzi spesso cozzano con quanto dice la Bibbia. Secondo dei calcoli Adamo è vissuto più o meno tra  i diecimila e  i cinquemila anni fa. Partendo da questo principio difficilmente si possono spiegare i reperti archeologici che sono datati in migliaia di decenni fa raggiungendo anche tempi più lontani. Chi ha ragione la scienza o la Bibbia? Non possiamo credere che la parola di Dio dica delle cose sbagliate,  ma nello stesso tempo non possiamo negare quelli che sono gli studi scientifici. A volte pensiamo che credere nella scienza sia contrario alla fede e che essere uomini di fede sia incompatibile con le scoperte scientifiche. Ma solo se vogliamo essere delle persone con una visuale molto stretta, possiamo pensare che esista questa incompatibilità. Essere cristiani non ha a che vedere con tutto questo. Comunque siano andate le cose, c’è voluta una mente superiore alla mente umana per mettere in  ordine tutto l’universo e che tutto questo non può essere venuto altro che da Dio e noi non possiamo fare altro che ringraziarlo per ogni cosa.

 

 

“Tu solo sei il Signore! Tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutto il loro esercito….” Nehemia 9:16

 
16 Giugno 2011

Re del niente

 
30 Maggio 2011

Sei tu che mi accendi

8 e 10, lunedì, io mi sveglio e sono qui
sai volevo dirti che..che io ho sempre in mente te
sotto il letto ci sei tu, sopra il letto anche di più
prendo adesso il mio caffè e sei già qui con me
Nel mio armadio che ci fai? Con le scarpe dove vai?
Provo a accender la TV, che sorpresa, ancora tu
8 e 20, lunedì, e io sono sempre qui
ma volevo dirti, sì, che ...
Sei tu che mi accendi, sei tu che mi prendi, lo sai
Sei tu che mi manchi e che non mi stanchi
Sei tu che mi inventi per come ti dai...
Sei tu che mi accendi e vai, tu che mi distendi piano e poi
Mi copri d'amore, ti muovi e sei il mare
Sei un'onda che non si ferma mai...

10 e 20, lunedì, io lavoro e sono qui
nel computer ci sei tu, nella testa e anche più giù
ma stasera ti vedrò e finalmente ti dirò
che sei tutto quello che ho e che...

Sei tu che mi accendi, sei tu che mi prendi, lo sai
Sei tu che mi manchi e che non mi stanchi
Sei tu che mi inventi per come ti dai..
Sei tu che mi accendi e vai, tu che mi distendi piano e poi
Mi copri d'amore, ti muovi e sei il mare
Sei un'onda che non si ferma mai...

Sei tu che mi accendi e vai, tu che mi distendi piano e poi,
Sei tu che mi spogli, che all'alba mi svegli
Sei un'onda che non si ferma mai...
Sei tu che mi manchi
Sei tu che mi inventi
Sei tu che mi accendi

 
21 Maggio 2011

Così come sei

E se sul serio tu mi vuoi bene e se sul serio sono il tuo pane e se davvero ti sciogli al sole quando ascolti le mie parole e se davvero sono importante anche quando sono distante e se sul serio piangi spesso quando parlo con me stesso sei quella che sei e toccarti io non osereeeei dai mettiti comoda non essere stupida non fare la timida stai con me stai con me stai con me mi piaci cosi' cosi' come sei mi piaci cosi' cosi come sei.
E se davvero non dormi mai e se davvero io sono tutto quello che hai e se davvero salti a uno squillo e riattacchi se non sono quello e se davvero non c'è passione quando guardi la televisione e se davvero non c'è conflitto nella tua camera da letto (io ti voglio cosiiì) così come sei (io ti voglio cosìiiii) cosiì come sei sei sei seii si quello che sei e di guardarti io non mi stancherei (io ti voglio cosiii ) cosi' come sei (io ti voglio cosi' cosi' come sei.

Io ti voglio cosiii cosi come sei io ti voglio cosiiii cosi come sei.

E se sul serio tu mi vuoi bene e se sul serio sono il tuo pane e se davvero ti sciogli al sole quando ascolti le mie parole e se davvero sono importante anche quando sono distante e se davvero piangi spesso quando parlo con me stesso e se sul serio non dormi mai e se io sono tutto quello che hai e se davvero salti ad uno squillo e riattacchi se io non sono quello e se davvero non c'è passione quando guardi la televisione e se davvero non c'è conflitto nella tua camera da letto io ti voglio cosiii cosi come sei.

Io ti voglio cosi cosi come sei io ti voglio cosi cosi come sei


 
18 Maggio 2011

Le tradizioni

Perché i tuoi discepoli non seguono le tradizioni degli antichi? (Marco 7:5)

A Gennesaret Gesù aveva appena fatto molte guarigioni. Ma i religiosi  sono molto più attenti al fatto che Gesù e i suoi “ non seguono le tradizioni degli antichi”. Questo fa pensare a tanti religiosi di oggi che vedono cambiare le vite dei loro parenti o conoscenti,  vedono in loro entusiasmo per Cristo, ma non lo apprezzano minimamente. Sembra che l’attenzione dei farisei di ieri e di oggi sia rivolta soltanto all’osservanza delle tradizioni. La risposta di Gesù a questi è durissima: “ questo popolo mi onora soltanto con le labbra,ma il loro cuore è lontano da me. Invano mi rendono il loro culto, insegnano dottrine che sono precetti di uomini” Dunque secondo la parola autorevole di Gesù quando si seguono tradizione non bibliche (precetti di uomini) il culto, il rito o la messa che viene offerto è “invano”, inutile. Invece di continuare a seguire tradizione che spesso sono senza senso e ridicole, l’uomo dovrebbe chiedersi se queste hanno un fondamento biblico o se sono frutto di credenze popolari, non di rado di matrice pagana. 

 
13 Maggio 2011

Sono la somma

Il mio cane mi tira per questa città
Anche lui scapperebbe coma hai fatto tu
Non esiste guinzaglio che ti può legare
vai dove vuoi
Questo inverno che passa con il freddo che c'è
un amico che ascolta e sopporta anche me
mi regala consigli che io non vorrei..io vorrei lei
Guardo il fondo e torno su
faccio i conti con me
Sono la somma dei ma dai
vedrai che prima passa o poi
sono la somma dei perchè
e adesso sono senza te
Riconosco il tuo viso anche dove non c'è
La tua voce mi sembra nel casino di un bar
mentre affogo ingoiando una specie di te..vavi via da me
Evitarti e incontrarti dovunque oramai
Dappertutto mi giro ti vedo, ci sei
Quanto passi vicino soltanto mi accorgo
che non sei lei
Guardo il fondo e torno su
faccio i conti con me
Sono la somma dei ma dai
vedrai che prima passa o poi
sono la somma dei perchè
e adesso sono senza te
Sono la somma dei se vuoi
Saremo sempre amici noi
Sono la somma dei che vuoi
Vedrai che passa prima o poi
Gira sempre qualcuno per strada la notte
ho deciso che provo a sedurle anche tutte
ma dimentico sempre che non riesco a tradire
nemmeno te
Te che sei nella mente
non esisti neanche
io non riesco a cambiare nemmeno le porte
dalle quali si infila questo vento vagante
vai via da me
Sono la somma dei ma dai
sono la somma dei perchè
Sono la somma dei se vuoi
Sono la somma dei che vuoi
Vedrai che passa prima o poi
E adesso sono senza te..


 
02 Maggio 2011

Amicizia vera

Spesso la parola amicizia viene usata in maniera molto superficiale perchè non si capisce bene il significato del termine.... Amico non è il compagno di scuola o il collega di lavoro, amico non è il conoscente che salutiamo la mattina o il portiere che incontriamo ogni giorno... Queste persono possono essere tutto tranne che amici nel vero senso della parola...  Amico è chi darebbe tutto se stesso se l'altra persona ne avesse di bisogno... L'amico non chiede, ma sta in silenzio e aspetta... Amico è chi resta sempre al tuo fianco anche quando sembra che non ci sia.. Amico è chi è pronto a dare tutto se stesso in ogni momento senza risparmiarsi mai, in nessuna occasione...

 
27 Aprile 2011

E volar via

Si, lo so
c'è chi racconta tante storie
e chissà perchè
ma tu stai quassù
qui con me
per volar via..

Non dire ti prego che
questo è solo un gioco stupido
dolcemente baciarsi e
sussurrare poi parole magiche.
Parole magiche...

Sei o non sei
la mia più folle fonte di follia
ma so che
a volte è una forma di libertà
per volar via...

Non dire ti prego che
questo è solo un gioco stupido
dolcemente baciarsi e
sussurrare poi parole magiche.

ah ah ahii...
ah ah ahii...

Non dire ti prego che
questo è solo un gioco stupido
dolcemente baciarsi e
sussurrare poi parole magiche.
No, non dire ti prego che
questo è solo un gioco stupido
dolcemente baciarsi e
sussurrare poi parole magiche.
Parole magiche...

 
23 Aprile 2011

Pasqua e i significati dei simboli pasquali

La pasqua che i cosiddetti cristiani festeggiano non ha nulla a che fare con la Pasqua biblica. La pasqua cristiana è del tutto fraintesa e ha collegamenti con gli antichi festeggiamenti pagani legati all’arrivo della primavera.

   L'arrivo della stagione primaverile è segnato dall’equinozio di primavera, in cui il giorno e la notte hanno uguale durata. Secondo le zone e gli anni, questo equinozio cade tra il 20 e il 23 marzo. Per le tribù pagane germaniche la dea della primavera era Ostara; per le tribù pagane anglosassoni era Eostre. Questo nome è tuttora presente nell’inglese Easter e nel tedesco Ostern, che significa “pasqua”. Queste tribù pagane appartenevano all’emisfero settentrionale, in cui la pasqua cade a ridosso della primavera.

   Nel mito di Ostara/Eostre, il cui regno era iniziato sulla terra in primavera, questa dea teutonica era giocosa. La leggenda narra che quando il re Sole aveva portato l’inverno dopo aver viaggiato con il suo carro attraverso il cielo, la dea Ostara scendeva sulla terra, apparendo come una bella ragazza con un cesto di uova colorate. Queste uova “pasquali” rammentano qualcosa? La dea aveva un compagno magico: un coniglio che portava nuova vita a piante e fiori. Questo coniglio “pasquale” rammenta qualcosa? Per i festeggiamenti in onore della dea si consumavano dolci particolari. Gli hot cross buns sono panini dolci “pasquali”. I sassoni li contrassegnano con una croce che era messa in onore di Eostre. Gli antichi greci consumavano questi tipi di panini nelle loro celebrazioni alla dea Artemide, la Diana dei romani. Gli egizi mangiavano una torta simile nel loro culto della dea Iside. Anche in Italia è stata mantenuta l’usanza di consumare certi dolci, secondo le regioni, nel periodo pasquale.

   La dea teutonica era dea della rinascita; il coniglio magico richiamava pure la rinascita, essendo animale molto riproduttivo; anche le uova erano simbolo di nuova vita. Nella stessa primavera è evidente la rinascita della natura e l'abbondanza di vita. L’abbinamento con la resurrezione di “Gesù”, avvenuta pure in primavera, venne spontaneo. Il nome pagano inglese Easter fu usato perfino nella traduzione inglese Versione Autorizzata del 1611 della Bibbia per tradurre “Pasqua” dal greco (oggi si usa passover). Nella tedesca Luther del 1545 si usò il tedesco Ostern, presente anche nell’edizione del 1912. L’unica eccezione fu in At 12:4, in cui la parola greca fu traslitterata.

   L’antica festività di Ostara, nota anche come Eostre nel nord dell’Europa e presso i popoli anglosassoni, dedicata alla dea della fertilità, era nota in Grecia con il nome di Estia e si diffuse nell’area romana in tempi successivi in onore di Vesta (corrispondente nell’Europa dell’est alla dea tutelare Siwa). Tutte le feste “pasquali” sono caratterizzate da simbolismi incentrati sui simboli della rinascita della natura in concomitanza con l’equinozio di primavera, per sacralizzare e celebrare la vita. Tra gli elementi simbolici di questi rituali pagani, alcuni sono rimasti nel culto cosiddetto cristiano: l’uovo (simbolo di fertilità sacro già per i greci), il cero (simbolo della vita che perdurava in tutta la notte rituale), il coniglio o la lepre (entrati nella corte della dea Eostre per la loro grande attività riproduttiva, e celebrati nelle feste dell’Europa settentrionale). Non occorre fare chissà quali indagini per rendersi conto che la pasqua cristiana affonda le sue radici nel culto pagano di Ostara, abbinato alla rilettura della resurrezione di Gesù.  
   Nella pasqua cosiddetta cristiana sono stati assimilati usi e costumi del culto pagano della rinascita, eliminando quel poco che era incompatibile con la dottrina ecclesiastica. Questo connubio è più evidente nei paesi anglosassoni o nordici (come mostra l’uso della parola anglosassone Easter e della parola germanica Osten, usata già in tempi precristiani). Negli altri paesi, latini, la cosa è più mascherata perché il nome “pasqua” fu utilizzato dal clero cattolico per richiamarsi alla festa ebraica. Tuttavia, il collegamento con la resurrezione – che nulla c’entra con la Pasqua biblica – tradisce la deviazione.
   Di là dagli aspetti pagani rimasti negli usi cristiani pasquali (uova, conigli, dolci, ceri), l’eresia sta nel collegamento alla resurrezione. La forzatura di questo collegamento è già evidente nella fissazione della data, che causò disaccordi durati secoli. I litigi ecclesiastici circa la data della pasqua cristiana sono storicamente attestati nella cosiddetta “controversia quartodecimana”, cosa di cui moltissimi cosiddetti cristiani non hanno mai sentito nemmeno parlare, sebbene verso la fine del 2° secolo tale controversia investisse, contrapponendole, le chiese d'Oriente e quelle d'Occidente. Questa controversia prende il nome di quartodecimana (quarto decimo = quattordicesimo) riferendosi al giorno – il quattordicesimo, appunto, del mese di nissàn – in cui gli ebrei solevano scannare l’agnello pasquale. “Le differenze sorsero circa la determinazione della data. Doveva essere fissata secondo la Pasqua ebraica nel giorno del mese ebraico della festa, indipendentemente dal giorno della settimana in cui cadeva? Questa eral’usanza di molte delle chiese in Asia Minore. Invece, molte chiese, compresa quella di Roma, celebravano la Pasqua il primo giorno della settimana, la Domenica”. - H. S. Latourette, A History of Christianity, pag. 37.

   La pratica cattolica romana, nel fissare come giorno di Pasqua sempre la domenica, intendeva rifarsi al presunto giorno della risurrezione di Gesù. Policarpo, vescovo di Smirne nel 2° secolo, ritenuto discepolo dell’apostolo Giovanni, si rifiutò di seguire la prassi romana. All'età di 86 anni, Policarpo fu messo a morte nello stadio di Smirne. La controversia sulla data della pasqua terminò nel 325 al Concilio di Nicea, che stabilì che la Pasqua doveva essere celebrata la prima domenica dopo la luna piena che seguiva l‘equinozio di primavera. Nel 525 si stabilì poi che questa data doveva cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile. Oggi la data della pasqua cristiana è calcolata dagli ortodossi adoperando il calendario giuliano; i cattolici invece impiegano invece il calendario gregoriano.

   La differenza tra Pasqua biblica e pasqua cristiana. Le controversie sulla data di pasqua svelano l’errore fondamentale della cristianità che confonde la resurrezione di Gesù con la Pasqua biblica. Questo errore parte da alcuni presupposti sbagliati.

   Si ritiene erroneamente che Gesù sia risuscitato di domenica. Ciò che le donne, andate al sepolcro la domenica mattina dopo la morte di Gesù, videro, fu solo una tomba vuota: “La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole. E dicevano tra di loro: ‘Chi ci rotolerà la pietra dall'apertura del sepolcro?’ Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata” (Mr 16:2-4). “Quando entrarono non trovarono il corpo del Signore Gesù” (Lc 24:3). Gli angeli chiarirono loro: “Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato” (Lc 24:5,6). Il verbo usato è ?γ?ρθη (eghèrthe) aoristo passivo (letteralmente: “fu fatto sorgere”). Se l’azione fosse stata più recente, il greco avrebbe usato il tempo perfetto; l’aoristo indica un’azione passata e del tutto compiuta. In effetti, Gesù era resuscitato sabato nel tardo pomeriggio.

   L’aspetto più importante è che la Pasqua non ha relazione alcuna con la resurrezione di Gesù. In verità, l’ha con la sua morte. Tuttavia, anche qui la cristianità commette l’errore di abbinare l’ultima cena di Gesù alla Pasqua ebraica. Quell’ultima cena non poteva essere la Pasqua, perché l’agnello pasquale veniva scannato nel pomeriggio del 14 di nissàn e la cena pasquale era consumata al sopraggiungere della notte all’inizio del 15 nissàn. L’ultima cena avvenne invece nella notte all’inizio del 14 di nissàn. Quell’anno, l’agnello pasquale era Gesù stesso (1Cor 5:7). Egli fu crocefisso e spirò verso le ore 15 di mercoledì 14 di nissàn (= 5 aprile) dell’anno 30, mentre nel Tempio gerosolimitano veniva scannato il primo agnello pasquale. La Pasqua e la commemorazione della Cena del Signore sono due ricorrenze ben distinte, celebrate in due giorni diversi, sebbene consecutivi.

 
22 Aprile 2011

La vera Pasqua

Siamo nati in un mondo pieno di tradizioni, usanze e consuetudini e siamo cresciuti accettandole senza chiederci da dove vengano. L'assenza della celebrazione della festa liturgica della Pasqua è una peculiarità delle  chiese evangeliche per alcune ragioni bibliche, storiche e culturali

Ragioni bibliche

"La Pasqua era la festa massima dei Giudei, la quale era intesa a tipizzare il sacrificio di Cristo, Agnello di Dio, ucciso per i peccati del mondo. Fu ordinata da Dio in origine, a commemorare il passaggio dell'angelo che uccise i primogeniti d'Egitto passando oltre alle famiglie d'Israele che rimasero immuni, ed altresì la partenza del popolo dalla terra di servitù" (Dizionario Biblico Schaff, Ta Biblia 2, edizione Adi-Media).
Nel Nuovo Testamento l'apostolo Paolo, ispirato dallo Spirito Santo, scrive:
"La nostra Pasqua, cioè Cristo, stata immolata" (I° Cor. 5:7), collegando così l'agnello pasquale, offerto per la redenzione d'Israele, a Gesù "l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo".

 

Ragioni storiche
Alla luce della storia del Cristianesimo appare evidente che con l'affievolirsi dello spirito missionario ed evangelistico, alcune tendenze paganeggianti concorsero alla formazione di rituali, i quali sviluppandosi nel tempo, si codificarono poi in sistema liturgico. Infatti, soltanto nel concilio di Nicea (325 d. C.), ci riuscì a concordare che la Pasqua fosse celebrata la domenica successiva al primo plenilunio che avviene dopo l'equinozio di primavera, per questo la data oscilla tra il 22 marzo e il 25 aprile.

 


Ragioni culturali
Molti riti pasquali sono estranei al ricordo della vera Pasqua. Ad esempio, alcune delle tradizioni popolari della Quaresima e della Pasqua risalgono ad antichi riti propiziatori primaverili atti a spaventare i demoni dell'inverno per farli fuggire. Col tempo, la gioia per il sorgere del sole e per il risveglio della natura primaverile, è stata accostata alla gioia relativa alla resurrezione di Cristo,
"sole di giustizia". La primavera era sacra per gli adoratori che abitavano in Fenicia. La loro dea della fertilità Astarte o Ishtart (Afrodite per i Greci), aveva come simboli l'uovo e la lepre.

Da qui l'usanza di considerare le uova immagine di fertilità e di vita. I Persiani ad esempio, regalavano le uova durante l'equinozio di primavera; gli Egiziani, i Greci e i Romani le coloravano e le mangiavano nelle festività del periodo primaverile. Persino studiosi esponenti della religione ufficiale lo confermano: "Un gran numero d'usanze pagane per celebrare il ritorno della primavera gravitano sulla Pasqua. L'uovo è il simbolo della vita che germina all'inizio della primavera… Il coniglio è un simbolo pagano ed è sempre stato simbolo di fertilità" (The Catholic Enciclopedia, 1913, vol. V, pag. 227).

 

 

La Pasqua ebraica e la Cena del Signore
"Il termine italiano «Pasqua» è la traslitterazione dell'antica parola ebraica «pèsach» che significa letteralmente «saltare oltre» in ricordo della notte in cui Yahweh «saltò oltre», ovvero, oltrepassò le casa degli Israeliti in Egitto contrassegnate dal sangue dell'agnello sacrificato, risparmiando i figli maschi”. (Alfredo Cattabbiani -Calendario Edizioni Rusconi Libri, pag. 172 anno 1994).
Secondo Levitico 23:5 la Pasqua ebraica corrispondeva al giorno in cui aveva inizio l'anno liturgico:
«Il primo mese, il quattordicesimo giorno, sull'imbrunire, sarà la Pasqua del Signore». L'anno solare seguiva invece il suo corso ordinario. Con l'istituzione dell'anno liturgico, il Signore insegnò al Suo popolo che doveva cominciare un'era nuova con Lui. Si doveva uccidere l'agnello, spruzzare col sangue gli stipiti delle porte e

consumare il pasto con un atteggiamento da pellegrini. Si rammemorava così la prodigiosa liberazione della notte dell'esodo egiziano.
"La Pasqua doveva celebrarsi la sera del quattordicesimo giorno del primo mese (Nisan) ed il quindicesimo giorno cominciava la festa dei sette giorni dei pani azzimi. Il termine Pasqua non può applicarsi propriamente che al pasto in cui si mangiava l'agnello; seguiva poi la settimana dei pani azzimi, che terminava la sera del ventunesimo giorno. Quest'ordine è riconosciuto in Giosuè 5:10,11. Ma nella storia sacra la parola Pasqua si applica talvolta all'intero periodo (Luca 2:41; Giov. 2:13, 23; Giov. 6:4: Giov. 11:55).

Riguardo all'ora della celebrazione della Pasqua, essa espressamente fissata «fra i due vespri» (Es. 12:6; Lev. 23:5; Num. 9:3, 5), o, come detto altrove, «la sera al tramontar del sole» (Deut. 16:6). Questa ora corrisponderebbe al principio del quindicesimo giorno di Nisan, cioè al momento in cui il 14 termina e il 15 principia". (Dizionario Biblico Schaff: Ta Biblia 2, Edizione Adi-Media).
In epoca tardiva, l'atteggiamento di pellegrino non fu più conservato. Gli agnelli erano uccisi di pomeriggio nel cortile del tempio, il sangue raccolto dai sacerdoti in vasi era versato vicino all'altare e il grasso bruciato sull'altare stesso.
Assieme all'agnello veniva consumato anche del pane azzimo e delle erbe amare (Deut. 16:1-8). Nel suo significato tipologico l'agnello pasquale offerto dagli Ebrei fu applicato a Gesù anche dall'apostolo Paolo:
«La nostra pasqua, cioè Cristo, è stata immolata». Niente lascia intendere che bisogna celebrare la Pasqua o che lo facesse anche la chiesa dell'era apostolica. In realtà il giorno della resurrezione fu «nella notte del sabato, quando già albeggiava, il primo giorno della settimana»
(Matt. 28:1). La Cena perciò era celebrata in tale giorno. A Troas i credenti, nel primo giorno della settimana erano radunati per rompere il pane (Atti 20:9), non per celebrare la Pasqua. Gesù aveva, infatti, detto ai Suoi di ricordare in questo modo la Sua morte e la Sua resurrezione. Si discute se il pasto nel quale Gesù istituì la Cena nel Signore fu proprio quello pasquale. Gli evangelisti Matteo e Marco lo affermano nei seguenti versi: Matt. 26:18ss., Marco 14:12ss.
Certamente l'ultima Cena fu piena di risonanza e significati della Pasqua ebraica. Ma le analogie tra la Pasqua ebraica e la celebrazione della Cena come fu istituita dal Signore non vanno ricercate nel rituale, piuttosto nei loro tre elementi comuni.

Il concetto di liberazione
Quando Dio stabilì la celebrazione della Pasqua disse:
«Quando io vedrò il sangue passerò, e non vi sarà piaga su voi per distruggervi, quando percoterò il paese d'Egitto». (Es. 12:13). Nella Cena: "Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati»”. (Matt. 26:26-28).
Dio ha stabilito e scelto di preservare la speciale relazione tra Sé e il Suo popolo con il Patto, con la Sua parola di promessa e con il sangue sparso. Il Nuovo Patto adempie l'antico, perché il Nuovo Testamento completa la Parola di Dio agli uomini. La liberazione ad opera di Cristo è completa. Le istituzioni dell'Antico Patto non avevano la forza di liberare veramente gli uomini dal peccato e quindi di consentire loro l'accesso alla presenza di Dio.


Il valore del sacrificio

Nella Pasqua ebraica: «Il vostro agnello sia senza difetto, maschio,dell'anno; … Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la comunità d'Israele, riunita, lo sacrificherà al tramonto». (Es. 12:5,6).
Nella Cena del Signore:
"Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai Suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati»" (Matt. 26:26-28). L'epistola agli Ebrei spiega che Cristo fu allo stesso tempo sacrificio e sacrificatore, offerta ed offerente. Gli antichi sacrifici, però, dovevano essere ripetuti perché erano solo l'ombra (Ebrei 10:1-4) di quello perfetto e completo di Cristo (Ebrei 9:11-14), l'unico con valore espiatorio (Ebrei 9:12-14), perciò irripetibile

 

Il carattere di memoriale
Nella Pasqua ebraica:
"Quel giorno sarà per voi un giorno di commemorazione". Nella Cena del Signore: "… fate questo in memoria di me". Al tempo di Gesù, il pasto pasquale aveva una liturgia diversa (Luca 22:17-20). "La festa cominciava con una benedizione e la preghiera, con il mandare attorno alla mensa un calice di vino mescolato con acqua, e un piatto d'erba e salsa dopo che il padre della famiglia l'aveva benedetto. A ciò faceva seguito la recitazione della storia dell'istituzione divina della Pasqua, il canto del Salmo 113 e la benedizione del secondo calice. L'agnello, arrostito intero, e le altre pietanze erano imbanditi e mangiati, dopo che il calice era stato mandato attorno una seconda volta. Ognuno riceveva la sua parte dell'agnello, dell'erbe amare e dei pani azzimi, e si aveva gran cura che nessun osso fosse rotto. Quel che restava della carne era subito bruciato. Dopo il pasto veniva un terzo calice. Infine, erano cantati i Salmi dal 114 al 118 e si passava il quarto calice e forse un quinto calice" (Dizionario Biblico Schaff: Ta Biblia 2, Edizione Adi-Media).
Gesù usò probabilmente il primo o il secondo dei quattro calici di vino, quando affermò che era l'ultima volta che ne bevevo, prima della venuta del Suo regno. Seguì il ringraziamento per il pane e la spiegazione del suo nuovo significato. Ordinò quindi di ripetere quella celebrazione in Sua memoria. Prese il terzo calice e spiegò che rappresentava il Suo sangue con cui stava stabilendo il Nuovo Patto.

 

 

Conclusione
La celebrazione della Pasqua quindi a poco a che fare con il ricordo della morte e resurrezione di Gesù. Spesso la cristianità in generale unisce usi pagani con insegnamenti cristiani. Non è valido qui il principio di usare il sacro per santificare quello che non lo è (Agg. 2:12). La Pasqua non è una festività cristiana, né una ricorrenza o una liturgia, anzi, alla luce del Nuovo Testamento la Pasqua è la Persona stessa di Cristo Gesù (I° Cor. 5:7, 8). Ogni giorno è continuamente Pasqua, se abbiamo realizzato Gesù nei nostri cuori e seguiamo i Suoi insegnamenti.

 
19 Aprile 2011

Respiro

Passerà,
anche oggi passerà
come fosse una lacrima che scivola e dove andrà?
Forse tra i segni di un sorriso che amaro è ma,
Passerà.

Questo inverno cosa porterà?
Un'altra primavera fragile che non sa come fiorire ancora.
Nell'arco di un respiro è il suo odore.

Passerà,
e come aria passerà, quest'aria che in un fiato si inghiotte già
tra le scorie di un inevitabile passato che tenta sempre di confondere.

Questo inverno cosa porterà?
Un'altra primavera fragile che non sa come fiorire ancora.
Nell'arco di un respiro è il suo odore.

Questo inverno cosa porterà?
Un'altra primavera fragile che non sa come fiorire ancora.
Nell'arco di un respiro è il suo odore.

(Ah Ah Ah)
L'attimo geniale è divino
(Ah Ah Ah)
L'arte della Sua luminescenza
(Ah Ah Ah)
muore senza aiuto di nessuno
(Ah Ah Ah)
ci eccita e fa tremare il cielo!
(Ah Ah Ah)



 
17 Aprile 2011

Va così

Va cosi
le vene gonfie di quest'aria
che
infrange ogni regola
di un senso che non ha

va da se
che ha chiesto sempre
verità
fa male
ma non importa
voglio ancora il tempo
voglio il mio tormento
senza età

lei sa
come incantare il mondo
con quei suoi occhi grandi
come il mare che dicono

vivrò i suoi dicono vivrò
e prima o poi qualcosa cambierà
si cambierà

va cosi
che non c'è tempo
per discutere
a lungo inutilmente
io ho fretta
non ho piu paure
e sono qua....

lei sa
come incantare il mondo
con quei suoi occhi grandi
come il mare che dicono

vivrò i suoi dicono vivrò
e prima o poi qualcosa cambierà
si cambierà

lei sa come incantare il mondo
con quei suoi occhi grandi
come il mare che dicono

vivrò i suoi occhi dicono vivrò
e prima o poi qualcosa cambierà
si cambierà
aaahhhh
cambierà

 
13 Aprile 2011

Grande cura..... per nulla

“… non mangiano se non si sono lavate le mani con grande cura.” Marco 7:3

I religiosi sono spesso meticolosi e precisi nell’osservanza dei propri riti. Nel verso sopra, si scopre che i farisei   e tutti i giudei seguivano con la massima cura una tradizione ormai consolidata in Israele, quella di lavarsi le mani prima di mangiare. L’atto in se non aveva finalità igeniche ma  lo facevano col preciso intento di seguire “ la tradizione degli antichi” ed è proprio questo il delito che essi imputavano ai discepoli di Gesù: “.. non seguono le tradizione degli antichi”.  Ovviamente Gesù non era contrario all’atto in sé, ma alle sue implicazioni religiose. Nella legge di Dio non c’è scritto da nessuna parte di seguire  questa prassi, quindi si tratta di una tradizione umana, inventata dagli uomini. Oggi in italia ci sono centinaia di tradizione (processioni, omaggi a immagini sacre, benedizione di cose o animali, ecc) che hanno forme spettacolari e costituiscono importanti attrazioni turistiche e tutte hanno la stessa caratteristicà della tradizione contestata da Gesù: NON SONO BIBBLICHE! 
E inevitabilmente giudei e italiani, nello sforzo di osservare con cura queste tradizioni consolidate ignorano e infrangono la legge di Dio. Ci si dovrebbe impegnare con grande cura a praticare la parola di  Dio e non le tradizioni.

“Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra” Marco 7:9

 
08 Aprile 2011

Dimmi

Sai, per chi come noi
che forse non sa ma viaggia nel tempo,
dimmi se hai già capito il senso
di questa vita che si sporca nel mondo.

E poi, certe volte mi chiedo
se cerchi anche tu nel cielo la Luna
che sai lei e riflette lo sguardo e il pensiero
di chi come noi si cerca nel vento.

Dimmi che mi osservi
anche quando non mi stai accanto.
Tu mi stupisci
anche se non sai,
ridere dei tuoi difetti.

Dimmi che mi ascolti
anche quando sei tra gente
che non sa e ti confonde,
tu te ne stai lì seduto ad ascoltare il tempo.

Tu mi stupisci
anche quando stai
lì seduto ad ascoltare il tempo...
 
31 Marzo 2011

Se...

Se...
se chiudo gli occhi e penso a te
è come volare sugli alberi
sapendo che più in alto andrò
più bello sarà raggiungerti
raggiungerti nei sogni miei
e anche in tutti quelli tuoi
dove potrò rincorrerti
in ampi spazi senza pericoli

Perdonami mio amore
ma la storia è semplice
basterebbe improvvisare un ritorno all'origine
le gioie del mio cuore
si infrangono così
come onde di dolore spesso poi mi risucchiano

Ma se...
se canto oggi c'è un perchè
perchè vorrei che fossi qui
che fossi qui accanto a me
in questa notte così piccola
la notte stretta su di me
che non mi basta mai perchè
vorrei nutrirmi sempre più
dei tuoi sussurri come musica

Perdonami mio amore
ma la storia è semplice
basterebbe improvvisare un ritorno all'origine
le gioie del mio cuore
si infrangono così
come onde di dolore spesso poi mi risucchiano
spesso poi mi risucchiano

Perdonami mio amore
ma la storia è semplice
basterebbe improvvisare un ritorno all'origine
le gioie del mio cuore
si infrangono così
come onde di dolore spesso poi mi risucchiano
come onde di dolore spesso poi mi risucchiano
spesso poi mi risucchiano

Se...
se tutto il giorno penso a te
e non è il tempo a dire che
fa sempre male stare qui
a scrivere spiegandomi
spiegandomi perchè c'è in me
una condanna a forma di me spirale vortice
che fa della mia vita sempre e solo un se

Se..

 
27 Marzo 2011

tutto l'amore che ho

Le meraviglie in questa parte di universo,
sembrano nate per incorniciarti il volto
e se per caso dentro al caos ti avessi perso,
avrei avvertito un forte senso di irrisolto.

Un grande vuoto che mi avrebbe spinto oltre,
fino al confine estremo delle mie speranze,
ti avrei cercato come un cavaliere pazzo,
avrei lottato contro il male e le sue istanze.

I labirinti avrei percorso senza un filo,
nutrendomi di ciò che il suolo avrebbe offerto
e a ogni confine nuovo io avrei chiesto asilo,
avrei rischiato la mia vita in mare aperto.

Considerando che l'amore non ha prezzo
sono disposto a tutto per averne un po',
considerando che l'amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l'amore,
tutto l'amore che ho.

Un prigioniero dentro al carcere infinito,
mi sentirei se tu non fossi nel mio cuore,
starei nascosto come molti dietro ad un dito
a darla vinta ai venditori di dolore.

E ho visto cose riservate ai sognatori,
ed ho bevuto il succo amaro del disprezzo,
ed ho commesso tutti gli atti miei più puri.

Considerando che l'amore non ha prezzo...
Considerando che l'amore non ha prezzo,
sono disposto a tutto per averne un po',
considerando che l'amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l'amore,
tutto l'amore che ho,
tutto l'amore che ho.

Senza di te sarebbe stato tutto vano,
come una spada che trafigge un corpo morto,
senza l'amore sarei solo un ciarlatano,
come una barca che non esce mai dal porto.

Considerando che l'amore non ha prezzo,
sono disposto a tutto per averne un po',
considerando che l'amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l'amore,
tutto l'amore che ho,
tutto l'amore che ho,
tutto l'amore che ho,
tutto l'amore che ho,
tutto l'amore che ho.

 
26 Marzo 2011

Alice nel paese delle meraviglie

Io non so perchè gioco ad immaginare sempre storie fantastiche
quadri di paesaggi sottoforma di favole dove cantano i burattinai
canzoni che
non ho sentito mai
ma che io già so
io dipingo sulle mie tele alberi dai rami che si allungano
sopra i fiumi piatti che riflettono
le immagini di ciò che è attorno a noi
le false verità
le foglie che piangono
e poi morendo cadono

Disegnerò con le nuvole le immagini dei sogni miei
e proitterò la mia mente su distanze infinite
e impavido io canterò nuove melodie
per dare forza e credo a chi son io
Cospargerò di note e fantasia
quell'angolo puro che ancora è dentro me

Io non so perchè credo ai sogni giochi che mi innalzano
la dove posso poi così sorprendermi
sdraiato su un tappeto a testa in giù
dove penserò a scale che affronterò se vuoi con te

Disegnerò con le nuvole le immagini dei sogni miei
e proitterò la mia mente su distanze infinite
e impavido
Io canterò nuove melodie
per dare forza e credo a chi son io
Cospargerò di note e fantasia
quell'angolo puro che ancora è dentro me


 
21 Marzo 2011

Secondo i comandamenti

Nel mondo sono presenti moltissime etnie delle quali scaturiscono popolazioni notevolmente diverse fra di loro sia per tratti somatici, sia per la differente cultura, sia per le diverse abitudini. Vi è un elemento che sicuramente è presente e radicato in ciascuna  di esse cioè quello di non abbandonare gli usi, i costumi e le tradizioni delle generazioni che le hanno precedute. Si continua ad assistere a manifestazioni organizzate per adorare statue che non hanno assolutamente nulla di spirituale. Si praticano riti e culti in modo talmente meccanico facendo perdere qualsiasi traccia della lode e dell’adorazione nei confrointi di Dio, anzi più la preghiera e rivolta a uomini del passato più ci si sente religiosi. Quando Dio pronunziò i suoi comandamenti disse tra l’altro, di non farsi né sculture né immagini alcune e di non prostarsi davanti a loro, ed ancora rivolgendosi ad un profeta, ammonì gli uomini a non confidare in altri uomini. Dio sapeva che tutto ciò non sarebbe stato sufficiente a far comprendere agli uomini la sua volontà. L’uomo infatti, ha stravolto l’uso naturale delle cose compreso quello della vera dottrina per farne un'altra a proprio uso e costume.

“Tutte le cose destinate a scomparire con l’uso, secondo i comandamenti” colossesi2:22

 
20 Marzo 2011

Ovunque andrò

Sai che
..è difficile non averti e...
dover sorridere alla gente che
non sa della mia vita intima
si aspettan che li faccia ridere...
mentre tu vai via!
.. e... vado via per difendermi
ma ovunque andrò so che io ti penserò
sperando che per te sia identico.
Ascoltami le gioie non sempre son gratuite
a vote i mondi si contendono gli spazi vuoti
di un deserto che
non si vede ma senti che in fondo c'è e non è semplice.
E vado via per difendermi
ma ovunque andrò so che io ti penserò
sperando che per te sia identico.
Ma cosa fai?! Non esiste che così da un giorno all'altro mi dici che
ritorni indietro e forse ritornerai da me.
Ovunque andrò.
Ovunque andrò.
E vado via per difendermi
ma ovunque andrò so che io ti penserò
sperando che per te sia identico.
Ma cosafai?! Non esiste che così da un giorno all'aitro mi dici che
ritorni indietro e forse ritornerai da me.
Ovunque andrò.
Ovunque andrò.
Ovunque andrò. < type="text/java">

 
11 Marzo 2011

UN MONDO MIGLIORE

Sento già freddo nell’anima
perchè vorrei stare più vicino a te
ed ho già una lacrima
che scivola piano sul mio viso e mi sento un bambino
che si scopre di notte nel letto
mentre sogna un mondo diverso
fatto di melodie ipnotiche
ma poi mi sveglio e rivivo la vita
riscopro tutti i suoi difetti
ma trovo in te la dimora della mia anima.

Tra di noi fili magici
che si nutrono delle ripide fonti d’aurora e di luna
anime che si osservano
tra mille colori noi nudi danziamo sul mare sereni
ma si ci scopre di notte nel letto
mentre si sogna un mondo diverso
fatto di melodie ipnotiche
ma poi mi sveglio e rivivo la vita
riscopro tutti i suoi difetti
ma trovo in te la dimora della mia anima.

Ma ci si scopre di notte nel letto
mentre si sogna un mondo diverso
fatto di melodie ipnotiche
ma poi mi sveglio e rivivo la vita
riscopro tutti i suoi difetti
ma trovo in te la dimora della mia anima.
Anima.
Anima.

 
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